Il 2018 (e noi)

26063433_10156957113344745_2902724214060018211_o

Io e la mia socia, qui, che vedo come il mio demone, siamo arrivate al 2018 e guardiamo la sua alba curiose – oltre a guardarci a vicenda, un po’ con simpatia, un po’ con cautela, perché un demone è esigente e se non lo accontenti si vendica e scatena.

Da quando c’è lei son più forte – l’arte è così, ti rafforza anche quando è un po’ deformata, un po’ mostro come è mostro questa mia compagna. Rafforza perché nutre, perché abbiamo bisogno di respirare il compimento essenziale di un’espressione, di una personalità. Il foglio si cui è disegnata è piccolo, ma la sua faccia immensa sembra la testa di una medusa curiosa. I capelli non sono serpenti: sono inchiostro, cioè sangue. È tutta occhi e naso. Ecco, il naso è l’unico elemento che sul mio viso non ritrovo: ho il naso stretto, io. Forse dipende dalla foto da cui viene il ritratto, forse è la libertà di cambiare che si è preso l’artista. Forse in quel naso largo c’è la mia voglia di prendere il mondo sotto forma di aria, con avidità spirituale, ché l’aria arriva al sangue prima del cibo, dà alla testa di più.

Il mio demone mi fa sorridere e mi fa paura. Ho provato ad appenderlo in certi punti della casa, ma poi capivo che erano sbagliati. Mi allontanavo un po’, lei era lì con quella faccia lunga che sembra esplodere. Allora tornavo indietro – mamma mia, tranquilla, da lì ti tolgo – la poggiavo sul divano, lei si tranquillizzava. E tornavo a notare la dolcezza di un filo di inchiostro che le scende dall’occhio, perché – come tutti, tranne gli dei – anche lei sa piangere.

La mia socia dalla testa grande è il demone che ho dentro, inquieta e cangiante, fortissima e a volte spaventosa. Eros, secondo Socrate (cioè secondo il Simposio di Platone), non è un dio, è un demone, figlio di Poros e Penìa. Poros è la risorsa, la capacità di trovare soluzioni, Penìa è la carenza, la povertà che ci spinge ad andare, che morde come fame, che mai ci vede sazi.

Che il 2018 renda grazie all’arte, ai demoni, a Eros e ai doni rivelatori.

[Il disegno è del super talentuoso Manuel Di Pinto]