Quindi, la speranza.

«Perché sognare un quarto d’ora di celebrità se potevi prenderti dieci o venti ore al centro dell’universo? E la bellezza. Potevamo creare ovunque la bellezza: in ogni tavolaccio, sotto ogni cavalcavia, poteva sgorgare una fonte di meraviglia. […] E non parlo solo dei posti dove andavamo: il fatto che andassimo in alcuni faceva sì che tutti, in potenza, custodissero la bellezza. Quindi, la speranza».

Vanni Santoni, «Muro di casse», Laterza 201535812535_10157508339639745_633351403774935040_o
Crevalcore, aprile 2018