Quindi, la speranza.

«Perché sognare un quarto d’ora di celebrità se potevi prenderti dieci o venti ore al centro dell’universo? E la bellezza. Potevamo creare ovunque la bellezza: in ogni tavolaccio, sotto ogni cavalcavia, poteva sgorgare una fonte di meraviglia. […] E non parlo solo dei posti dove andavamo: il fatto che andassimo in alcuni faceva sì che tutti, in potenza, custodissero la bellezza. Quindi, la speranza».

Vanni Santoni, «Muro di casse», Laterza 201535812535_10157508339639745_633351403774935040_o
Crevalcore, aprile 2018

sta nel corpo risvegliato

Mi arrivano, gli alberi, misteriosi come le parole della canzone «Ma chi ha detto che non c’è?», di Gianfranco Manfredi, un ambiguo tuffo nel ’77. Che cos’è che sembra mancare e invece c’è? Nel calore del tuo senoSta nel sogno dei teppisti e nei giochi dei bambiniNella fabbrica desertaSta nel mitra lucidato, anche. Sta nel prendersi la merce, sta nel prendersi la mano. E poi, durissimo: e tirare i sampietrini nell’incendio di Milano. È la vita con il suo struggente, violento, multiforme richiamo.

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La vita per me è tenera in questo autunno dolcissimo.
Ho fatto tanto spazio. Ho rinunciato per capire fino a che punto si può portare la sottrazione – fino a che punto, se intanto resta la fiamma. Ora, ora che sono approdata in un posto per me, come un’onda – però mondata – torna tutto quello che del mondo ho amato. E mi risveglio come creatura terrena, ambiziosa, viva.

voleva di meno

«Non voleva di più, voleva di meno. Era questa la cosa che suo marito non riusciva a capire. Solitudine, distanza, tempo, lavoro».

Don Delillo, «Underworld», trad. Delfina Vezzoli, Einaudi 1999

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Ph. Donata Cucchi, 2017

work in progress

Continuo a fotografare la cima degli alberi, i rami, le foglie, la parte alta del tronco.
E della donna (cioè di me) il busto, i capelli, le mani. Le radici, mie e degli alberi, non mi chiamano, per ora.

Dell’albero osservo ammirata l’estensione, il tendere al cielo, le aspirazioni di luce.

Di me amo i capelli che chiamano e nascondono, le mani che proteggono, la libertà di chiudere e aprire. Più l’ombra, forse, della luce.

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coriandoli

Domani è martedì grasso – per dire.

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