Sorelle e fratelli, un progetto fotografico

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Dal dicembre del 2017 ho iniziato a fotografare sorelle e fratelli di sangue, perché, tra i legami familiari, mi sembra quello più complesso e delicato. I fratelli e le sorelle possono diventare, nel tempo, anche persone assai distanti. Tuttavia, a unirli c’è l’esperienza di una prospettiva comune – buttati dalla stessa parte della barricata nel tempo arduo dell’infanzia – e queste fondamenta condivise non possono mai essere dimenticate.
Dal punto di vista artistico, che da adulti sorelle e fratelli non siano in genere più abituati all’auto rappresentazione mi sembrava una fortuna. Mi faceva sperare che la mia macchina fotografica potesse cogliere l’emersione sincera della loro relazione, e non la sua forma.

Bianca e Lucia.
Bologna, settembre 2018
© Donata Cucchi

anche qui abitano gli dei

A dirlo suona un po’ così e a scriverlo ben peggio, ma me ne frego e la sparo: di recente ho capito una cosa: che per me fotografare è pregare.

how far the morning leaps

«Portami il tramonto in una tazza
conta le anfore del mattino
le gocce di rugiada.
Dimmi fin dove arriva il mattino –
quando dorme colui che tesse
d’azzurro gli spazi.

Scrivimi quante sono le note
nell’estasi del nuovo pettirosso
tra i rami stupefatti – quanti passetti
fa la tartaruga –
Quante coppe di rugiada beve
l’ape viziosa.

E chi gettò i ponti dell’arcobaleno,
chi conduce le docili sfere
con intrecci di tenero azzurro.
Quali dita congiungono le stalattiti,
chi conta le conchiglie della notte
attento che non ne manchi una.

Chi costruì questa casetta bianca
e chiuse così bene le finestre
che non riesco a vedere fuori.
Chi mi farà uscire con quanto mi occorre
in un giorno di festa –
per volare via – in pompa magna».

Emily Dickinson, 1859 circa, trad. di Gabriella Sobrino

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Crevalcore, dicembre 2017
© Donata Cucchi

inkiostro

È stato autoritratto, prima di tutto. È stato capelli, braccia, mani. È stato pelle.
È stato speranza, è stato guerriero.

Dendrite, petalo, cavillo e dettaglio. Luce e ombra, farfalla, moneta d’oro.

E adesso inchiostro. Sì, inchiostro nell’acqua è oggi l’albero mio, chiave di tutti i mondi possibili. Quando si dice: scegli una cosa, entraci dentro. Ché tutto può essere porta.

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© Donata Cucchi