quindi il mio matrimonio è un po’ questo

Giovedì 22 giugno, cioè giovedì prossimo, inaugura Upon Reflection, una collettiva di fotografia alla quale ho l’onore di partecipare con quattro opere da «Le Metamorfosi», per lo più mai esposte.

La curatela del mio progetto è della grandissima Veronica Ceruti, che ha scritto un testo del quale non la ringrazierò mai abbastanza.

Da ieri ho le stampe definitive e aver incrociato Federico Borella che usciva da Fina Estampa mentre entravo io mi è sembrato come minimo di buon auspicio.

Upon Reflection, collettiva di fotografia
22 giugno 2017, ore 18:00
presso la galleria B4, via Vinazzetti 4/b, Bologna

Venite? Io non mi sposerò mai, quindi il mio matrimonio è un po’ questo (anzi, matrimoni, che mica intendo fermarmi).

uponreflection

questo lavoro non è un mestiere

Perché fotografo il mio, di corpo? Perché è più semplice. C’è un’intimità spietata e amorosa nei miei scatti, non immediatamente proponibile con il corpo di un altro.

Sono però riuscita ad avvicinarmi a questa possibilità fotografando la mia amica più vicina, Carlotta. A conferma che questo lavoro non è mestiere, ma relazione.

Ma se uno entra

«Ci sembrava un luogo particolarmente adatto a essere “segnato” per riconoscerlo. Questo lavoro di riconoscimento è particolare perché non è gridato forte, ci si può passare davanti mille volte e non capire. Ma se uno entra, è obbligato a un percorso mentale che lo rende partecipe in un modo molto più intenso».

Letizia Gelli Mazzuccato – architetto del monumento ai caduti di Sabbiuno, insieme a Umberto Maccaferri e Gian Paolo Mazzuccato (del Gruppo Architetti Urbanisti Città Nuova)

5B7A7738Sacrario di Sabbiuno, Bologna.

Conserva solo la lucentezza

«Ha appena finito questa preghiera, che un pesante torpore le pervade le membra, il petto tenero si fascia di una fibra sottile, i capelli si allungano in fronde, le braccia in rami; il piede, poco prima così veloce, resta inchiodato da pigre radici, il volto svanisce in una cima. Conserva solo la lucentezza».

Ovidio, «Metamorfosi» libro I, trad. Piero Bernardini Marzolla

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Michelangelo è Blu

Torno da Roma. Guardando l’ex caserma dipinta da Blu vicino all’ostiense ho pensato che un senso dello spazio così, un’ambizione di fare un’arte tanto vasta e concreta, sono tratti quasi rinascimentali. Blu lascia senza fiato, come Michelangelo.

5B7A3785_colorUn particolare dal murales di Blu. Quartiere ostiense, Roma (2016).