Ma se uno entra

«Ci sembrava un luogo particolarmente adatto a essere “segnato” per riconoscerlo. Questo lavoro di riconoscimento è particolare perché non è gridato forte, ci si può passare davanti mille volte e non capire. Ma se uno entra, è obbligato a un percorso mentale che lo rende partecipe in un modo molto più intenso».

Letizia Gelli Mazzuccato – architetto del monumento ai caduti di Sabbiuno, insieme a Umberto Maccaferri e Gian Paolo Mazzuccato (del Gruppo Architetti Urbanisti Città Nuova)

5B7A7738Sacrario di Sabbiuno, Bologna.

Le cose che restano vive

Quando si prende il largo restano vive solo le cose vive.

33210628316_724f01bb13_z

Certe letture. Venezia che palpita da qualche parte dentro e fuori di me. Le affinità elettive. Gli affetti grandi, quelli dove il bene sta nel punto di incertezza tra la risata e le lacrime. L’arte con il suo rigore di vita e di morte. Il vino, ma solo il vino eccellente. L’odore che hanno le città in primavera, ciascuna il suo proprio. I ricordi d’infanzia. I ricordi di scuola. Quella volta a giocare a carte in un paesino sotto le Meteore. Il momento in cui dopo mille tentennamenti entri in mare anche con la testa e in quella sordità umida ritrovi l’utero di tua madre. Quando leggi qualcosa e ti viene da piangere. Far parte di un coro femminile che si è costruito con la pratica teatrale ma soprattutto con le cose fatte insieme, dal basso dei gesti e non dall’acuto delle parole. E altro.

fuori collana

Che ci facciamo di una foto così? Di un periodo così? Un periodo quasi bello e invece teso, che gira veloce e non succede niente, di volti nuovi e sogni vecchi, fatiche che non riesco a incarnare, frustrazione perché non fotografo, non scrivo, non cammino, non amo. Che ne facciamo? Niente, stiamo lì.

33198621823_47c1dd06f1_o

ogni tanto mi chiedo

Ogni tanto mi chiedo: ma mi faranno bene tutti questi alberi?!
Poi ne arriva uno così, tutto speranzoso di piccoli germogli forti, e penso che sì, mi fanno bene questi alberi.

5B7A7384

sulla ripetizione, che non è ripetersi

«Per me la ripetizione è essenziale», Irma Blank

Anche questa foto del lago di Como è stata scattata ad Argegno, come quella che la precede. E anch’io, che pure dell’artista ho solo il tentativo, ripeto, potenzio, esploro, cerco. Se rallenti fin quasi a fermarti, sei costretto a esplorare.

5B7A7323

La scoperta del lago

«La bellezza è sempre tragica e trasmetterla è un fatto privato. Ti prende come una specie di raptus e allora devi dipingere. La bellezza, in qualche modo oscuro, è il mistero della vita e della morte».

Ennio Morlotti

La foto è stata fatta ad Argegno ed è uno scatto del lago di Como, misterioso luogo di pace.

5B7A7324

Accadde per continuità

«Come accadde tutto questo? A che cosa mi arrendevo? Non accadde per scelta o per convinzione di idee, né per mia propria persuasione, né per quella degli altri. Accadde piuttosto per continuità, tutta una vita di incontri, di fatti, di eventi. Incontri ed eventi che avevo respinto o dimenticato o ai quali avevo obbedito senza capire; i quali, dopo lo scorrere via di quella mia esperienza che non era durevole, ora diventavano operativi e decisivi. Rimasi nudo come un setaccio che teneva soltanto sassi, passi della mia realtà».

William Congdon
(in «Congdon. Una vita», di F. Licht, P. Selz e R. Balzarotti, Jaca Book Milano 1992)

5B7A6647

work in progress

Continuo a fotografare la cima degli alberi, i rami, le foglie, la parte alta del tronco.
E della donna (cioè di me) il busto, i capelli, le mani. Le radici, mie e degli alberi, non mi chiamano, per ora.

Dell’albero osservo ammirata l’estensione, il tendere al cielo, le aspirazioni di luce.

Di me amo i capelli che chiamano e nascondono, le mani che proteggono, la libertà di chiudere e aprire. Più l’ombra, forse, della luce.

33058684730_aac31b5bde_b